Capitolo 1 – Estranei occasionali

Maggio 17, 2020 0 di yeSex

Cosa sono gli estranei, due persone che non si conoscono, due persone che non hanno mai parlato, due persone che condividono solo un attimo, due persone che si incontrano per caso oppure due persone che fingono di non conoscersi. Un’idea che nella mia mente gira da un po’, il non guardarsi troppo, il tentativo di sembrare estranei, gli altri che ci trattano come tali, la realtà custodita nella nostra follia. Comincia tutto così, nella mia testa, immaginando di incontrarti e non conoscerti, un momento veloce ma intenso, entriamo insieme nel bar, ci allontaniamo un attimo e quando mi giro tu sei appoggiata al bancone, mi avvicino ma non troppo, capisci il mio gioco, mi ignori, ti chiedo se gentilmente puoi passarmi lo zucchero, lo fai, mi ignori, ti giri, io mi avvicino e ti sfioro, tu che stai ferma e io che vado via verso il bagno, dovresti seguirmi, apro la porta ed entro, non so quando arriverai e se proverai ad entrare, poi sono fuori, tu entri e ti lavi le mani e di nuovo il contatto, stavolta più intenso. Del mio corpo non percepisco niente altro che il mio sesso su di te. L’idea di fartelo sentire, per fartelo desiderare e per farti capire che ti vuole. E allora l’appuntamento è da Zara. Le regole sono imposte e sono rigide, secondo camerino, sola e in attesa. Io giro per il negozio già da un po’ e ho già scelto dei capi, oggi sarai la mia modella. Così porto i primi vestiti, sono due, il primo a fiori. Molto aderente nella parte alta e con una gonna larga. La tenda del camerino è come deve essere, chiusa per tutti ma non per il mio occhio. Io ti spierò in ogni movimento, ogni volta che ti spoglierai e ogni volta che indosserai una delle mie scelte. La tua maglia e il tuo jeans cadono per terra, hai scelto un intimo molto elegante, come tuo solito, reggiseno e perizoma neri ricamati con pizzo dello stesso colore. Indossi il primo abito ed esci fuori dal camerino per specchiarti, ti guardo, le tue gambe sono perfette, come la linea di un tramonto, quello che mi fa perdere la testa è il tuo portamento, sei una divinità scesa in terra e ogni passo è un miracolo di bellezza. Il vestito è bello ma non è lui. Il secondo è un pantaloncino bianco e un top rosso. Il pantaloncino è corto e mette in risalto le curve del tuo sedere, il momento in cui lo chiudi è un delirio, il movimento dei tuoi capelli è ipnotico e i tuoi occhi azzurri che mi guardano per un istante mi ghiacciano e scaldano nello stemmo momento. Direi divino. Il top non ha bisogno del reggiseno, l’ho scelto apposta, e così lo togli e di spalle mi mostri la tua schiena. Indossi la maglia e le scarpe con il tacco ed esci fuori. Sei più aggressiva, molto sicura di te, vestita così. Ma non ci siamo ancora. Così continuo la ricerca e intanto ti mando una foto, puoi intravedere il mio corpo come risponde ai tuoi atteggiamenti da modella. L’eccitazione si è impossessata di ogni parte del mio corpo. Ritorno nel camerino e ti passo il vestito. È tutto rosso, scollato, lungo e molto elegante. Lo indossi chiudendo tutta la tenda, non stai rispettando le regole, ma sto al tuo gioco. Così la tenda si apre e posso vederti. I tuoi capelli biondi e sciolti, gli occhi fissi nello specchio che mi guardano, il tuo seno troppo poco coperto e il tuo addome piatto, le tue gambe lunghe e quei tacchi. I miei occhi ti percorrono tutte le volte che possono e si fermano solo quando notano che sotto il vestito non indossi nulla. La mia mano scivola ad impugnare il mio sesso, bagnato, duro e sul punto di scoppiare. Sfili dinanzi ai miei occhi più e più volte, mi hai catturato, ogni tuo movimento è seguito dai avanti e indietro per poi rientrare nel camerino. Mi guardi e ti indichi, hai capito che voglio tutto questo. Incominci a muoverti in un modo che farei fatica a descriverlo, i miei occhi sono incollati, le tue mani scivolano esattamente dove vorrebbero essere le mie. Ti siedi sullo sgabello e cominci ad aprire e chiudere le gambe, fino a che la tua mano non va lì, ti accarezzi, sei bagnata e non togli lo sguardo da me e dalla mia mano. L’eccitazione ha avuto il sopravvento. Il mio pantalone è aperto e il mio cazzo è sotto i tuoi occhi a solo un camerino di distanza da te, più aumenti l’intensità più ho voglia di arrivare.
Indossi ancora il vestito, lo hai alzato quanto basta per farti guardare da me, ti stai toccando, sei più bagnata, più eccitata ed ad un tratto più vicina, molto vicina, la tua mano ferma la mia, la tua bocca ingoia il mio cazzo, il tuo movimento è deciso e passionale, la tua mano bagnata del tuo sapore è sulle mie labbra avvolta dalla mia lingua e in un attimo il mio desiderio è realtà, il tuo calore, la tua lingua, la mia cappella, i miei umori, la tua saliva, l’esplosione, lo sperma, il mio sapore, il mio piacere, il tuo piacere, i tuoi occhi su di me, la nostra avventura, il tuo vestito rosso, il nostro ricordo, la nostra follia.